Gesù e i Manoscritti del Mar Morto di David Donnini

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Gesù e i Manoscritti del Mar Morto

Indagine sul cristianesimo primitivo e l’identità storica di Cristo

di David Donnini

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SINOSSI:

Frutto di anni di studi e di indagini sul campo, “Gesù e i Manoscritti del Mar Morto” rivela aspetti inediti o pochissimo noti sulle origini della più diffusa religione del mondo, spiegando le modalità con cui, nel corso dei secoli, la Chiesa ha progressivamente costruito un Cristo sempre più distante da quello della realtà storica. Nel libro, David Donnini guida il lettore alla scoperta dei rapporti tra l’ebreo Gesù e i movimenti rivoluzionari e fondamentalisti della Palestina del I secolo; della vera identità degli apostoli e di Maria Maddalena; dell’autentico luogo di nascita di Cristo; dei contatti tra il Cristianesimo primitivo e la comunità essena di Qumran; del ruolo centrale avuto da Paolo di Tarso nella elaborazione del Cristianesimo.

RECENSIONI ALLA PRIMA EDIZIONE 2006:

(su Macrolibrarsi) – Saggio straordinario e sconvolgente, scritto con obiettività e con un approccio rigorosamente scientifico. Lo considero, assieme a “Cristo, una vicenda storica da riscopire” dello stesso autore, uno dei libri più importanti di sempre.

(su Hoepli) – In questo momento di violente polemiche scatenate dal successo del Codice da Vinci, il libro di Donnini contribuisce a fare chiarezza scientifica sulla questione storica relativa alle origini del Cristianesimo. E’ un lavoro puntualmente documentato che analizza le possibili relazioni fra gli autori dei celebri Manoscritti del Mar Morto e i membri della chiesa primitiva di Gerusalemme. Incredibili sono le domande, sistematicamente tenute sotto silenzio per secoli, che possono porsi sulla figura storica di Cristo. Ammirevole l’atteggiamento culturale di Donnini, che risponde presentando soluzioni critiche, talvolta molteplici, su cui viene sempre lasciato un onesto margine di dubbio. Un libro da divorare.

(su Anobii) – Impegnativo quanto basta, godibile ed estremamente interessante anche per chi affronta per la prima volta queste tematiche. Il materiale su Qumran è vastissimo, ma in questo libro è sezionato in maniera molto dettagliata. L’autore mette in relazione alcune scene fondamentali narrate nei Vangeli, come noi le conosciamo e le abbiamo sempre lettte, e le stesse presenti nei rotoli ritrovati sul Mar Morto. La somiglianza è impressionante e il lettore è accompagnato, veramente per mano, verso interrogativi che possono trovare risposta da un’attenta ananalisi della giusta documentazione. La figura del Gesù storico, uomo vissuto e morto nella sua terra, nel suo tempo, acquista una forza nuova. Ci addentriamo nella Palestina del I secolo, con gli occhi della ragione storica, alla scoperta delle vere origini del Cristianesimo figlio di quel momento.

(su Feltrinelli) – Tecnico, serio, attendibile, chiaro.

(su Amazon) – Gran bel libro, ma non avevo dubbi leggendo altri libri di David Donnini. “La conoscenza vi renderà liberi”, come disse una persona… Grazie.

(su Amnesiavivace) – David Donnini è uno studioso di tali questioni “minate”, e se non altro occorre riconoscergli il merito di non tirarsi indietro di fronte a problemi scomodi e conclusioni non conformi. Molte delle sue tesi sono facilmente reperibili in internet e hanno già trovato spazio editoriale attraverso le pubblicazioni di Nuove ipotesi su Gesù (Macro, 1993) e Cristo, una vicenda storica da riscoprire (Erre Emme, 1994). Il suo recente Gesù e i manoscritti del Mar Morto (Coniglio Editore, 2006) è un lavoro, questo sì, che meriterebbe ampia diffusione e anche tutti i dibattiti del caso con le legittime obiezioni e confutazioni. Quello che non merita affatto è invece il restare nell’oblio, il che è purtroppo probabile per delle ipotesi cristologiche che non accendono la fantasia del pubblico ma che nemmeno sono facilmente confutabili dalla Chiesa: meglio, quindi, non parlarne affatto, fare finta di nulla. Non potrà far finta di nulla, invece, il lettore che vorrà seguire passo passo la narrazione di Donnini, tutta tesa a far luce proprio su quei primi sette decenni dell’era cristiana. E nel calarsi all’interno del contesto storico descritto, sarà anche facilitato da uno strano scherzo della storia che ci offre ampie analogie tra il passato paleo-cristiano e l’attualità israelo-palestinese: nell’arida Palestina, tra Gerusalemme, il Mar Morto ed il Golan, viveva 2000 anni fa un popolo dominato da invasori stranieri portatori di un’altra cultura ed un’altra religione; in un contesto fatto di convivenza imposta, accenni di ribellione e collaborazionismi vari, alcune minoranze si rivoltavano apertamente ai dominatori unendo in un’unica visione la liberazione della patria e il trionfo del proprio dio. C’è molto di familiare in tutto ciò.

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